Credere o non credere, questo è il problema

Ammettiamolo, siamo dei gran creduloni. Quante volte ci è successo di sentire qualcosa di così credibile da fidarci senza pensarci due volte, per poi realizzare che era tutta una grandissima messa in scena? Inutile che cercate di sostenere il contrario, sapreste anche voi che state mentendo. Infatti, fin da piccoli siamo circondati da bugie come la cicogna, Babbo Natale e la fatina dei denti. Bugie innocue direte e avete ragione, ma quando scopriamo che tutto ciò che i genitori ci hanno raccontato era falso, non ci pensiamo due volte a ribattere che allora, anche la regola “non si dicono le bugie” che ci hanno insegnato per anni, non vale più.

Poi crescendo ci accorgiamo che non possiamo sapere nulla con certezza: Paul McCartney è ancora vivo o quello che vediamo è un sosia? Siamo sicuri che Armstrong sia stato il primo uomo sulla Luna? Elvis è morto per davvero? E ancora: ci insegnano che l’America sia stata scoperta da Cristoforo Colombo, ma perché, se i Vichinghi ci sono stati prima di lui? La mela che cadde in testa a Isaac Newton, fu davvero quell’episodio a ispirarlo per la teoria della gravitazione universale o è soltanto un mito inventato da Voltaire?

Tuttavia, la più grande messa in scena della storia resta il programma radiofonico di OrsonWelles, che nell’ottobre 1938, interpretò alla radio il romanzo “La guerra dei mondi” di H. G. Wells e lo fece così bene, da far credere agli ascoltatori che degli alieni fossero davvero sbarcati sulla terra. L’intento di Welles però era soltanto di rendere più verosimile e più interessante possibile il racconto e non di scatenare il panico tra la popolazione, cosa che invece accadde. Causò il finimondo, la gente correva per strada chiedendo a che ora fosse la fine del mondo e affollando le chiese, tutta l’America era in fermento. Quasi come le nostre aule prima di un’interrogazione, solo che mentre da noi sulla stanza cade un silenzio tombale, gli Stati Uniti erano sommersi da urla di disperazione.

Una cosa simile, ma con reazioni ovviamente meno estreme, accadde quando il blog Lercio (parodia del giornale online Leggo), pubblicò un articolo con l’affermazione del ministro Cécile Kyenge: “Prendiamo i cani e i gatti degli italiani per sfamare gli immigrati, vi rendete conto di quanti salmoni, vitelli, polli e selvaggina vanno a questi inutili animali da compagnia? È uno spreco inaudito“. A quanto pare molti lettori ci hanno creduto e, non volendo sacrificare i loro amici animali, hanno dato inizio ad un vero e proprio dibattito.

Dopo tutto ciò, volete ancora cercare di dirmi che non siamo una massa di creduloni? Che il nostro mondo non è pieno di inganni? Volete sapere un segreto? Anch’io, prima di scrivere questo articolo, non mi ero accorta di quante bugie ci circondassero, ma ora ne sono più che certa. Probabilmente era l’ennesima falsità che volteggiava nelle nostre teste, oltre alle formule per risolvere le equazioni, o forse non ci sono nemmeno quelle.

Mi chiamo Arianna Corradini e sono la prova vivente che hobby e studi possono convivere, basta dormire tre ore per notte

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One thought on “Credere o non credere, questo è il problema

  1. molto carina l’idea dei creduloni……chi bene inizia è a metà dell’opera…….coraggio!!!!!!!incrociate le dita per d’Avenia…chissà che non venga tra noi…ultimo suo libro è molto bello…un abbraccio caloroso alla redazione

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