Interrogazione? Preferisco un’alluvione.

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Tutti noi abbiamo vissuto, almeno una volta, l’esaltante esperienza di saltare un’interrogazione indesiderata.

Alzi la mano chi non ha mai finto un attacco di gastrite improvvisa, una raucedine fulminante, un attacco di epilessia irrefrenabile, la morte improvvisa ed inaspettata dei parenti più prossimi, arrivando a strizzarsi del succo di cipolla direttamente nelle narici pur di stillare dalle pupille una luttuosa quanto fallace lacrimuccia? Ovviamente i metodi sono tanti, ed elencarli tutti sarebbe cosa troppa lunga per i pochi caratteri che il lettore medio di un giornalino scolastico sarebbe disposto a leggere.

Diciamo però che in certi casi gli studenti danno il meglio di sé, dimostrando di possedere una fantasia talmente fertile da far impallidere l’Orlando Furioso, che al confronto sembra un libro di Fabio Volo.

Ma, scartabellando in quell’inesauribile fonte che è il world wide web, abbiamo scoperto che ci sono alcuni che dimostrano di avere maggiore inventiva rispetto ad altri.

Infatti c’è stato chi non si è limitato ad un banale attacco di gastrite improvvisa, ma ha fatto volare le ali della propria fantasia verso orizzonti molto più lontani.

Cominciamo con una notizia abbastanza recente. Siamo a Brescia, leonessa d’Italia e patria di insegnanti di filosofia note per la dolcezza del loro carattere. È una mattina di inizio ottobre. All’istituto superiore Lunardi gli studenti, già oramai dimentichi delle appena trascorse vacanze estive, si apprestano ad iniziare la loro giornata scolastica. D’un tratto però qualcuno comincia a tossire, altri starnutiscono violentemente, altri piangono, qualcuno addirittura sviene a terra. Un odore nauseabondo si spande per l’aere, sembra di essere nell’antinferno, e qualcuna giura di vedere dei dannati inseguiti da dei diavoli forcuti. È un terremoto? Un vulcano ridestato? L’apocalisse? Fabio Volo ha fatto uscire un nuovo libro?

No, niente di tutto questo. È uno spray al peperoncino urticante.

“Volevamo solo provarlo” dichiareranno le colpevoli studentesse qualche giorno dopo. Risultato? Ventisette ragazzi in ospedale, due ore di blocco totale dell’attività scolastica e un intero istituto evacuato.

Ma se questo vi sembra esagerato, cosa dire allora degli studenti del Parini di Milano che, se avrete l’ardore di aprire il link, scoprirete che non si sono accontentati di saltare una lezione, ma hanno optato per una soluzione un po’ più ortodossa, scegliendo di distruggere direttamente la scuola.

Insomma, ovviamente chi scrive non vuole assolutamente spingervi a dar fuoco all’istituto per poter saltare una lezione noiosa o un’interrogazione indesiderata, ma solo spingere chi legge ad una riflessione: è tutta colpa nostra se ogni tanto facciamo i furbi, oppure, talvolta (ma solo talvolta, eh) anche gli insegnanti hanno le loro colpe e, se capissero di più le nostre necessità, non ci sarebbe più bisogno di fare i salti mortali (o allagare una scuola) per poter saltare quella maledetta interrogazione.

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Mi chiamo Bianca de Pinto e la scrittura è la mia passione, ma ciò che mi diverte di più è leggere i miei romanzi preferiti mentre il professore d’italiano spiega la divina commedia.

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