Lezione d’Arte durante la Gita a Dobbiaco (BZ)

 

 

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San Candido tra arte e storia con tre guide d’eccezione

 

Venerdì 25 e sabato 26 settembre 2014 si è tenuto l’oramai consolidato appuntamento con il “Progetto accoglienza”, momento in cui tutti i ragazzi del liceo linguistico Marcelline hanno la possibilità di conoscersi e socializzare tra loro. Meta della gita i paesi di Dobbiaco e San Candido, due perle del turismo altoatesino conosciute per la bellezza delle montagne, per i paesaggi mozzafiato e per i tesori artistici e archeologici ivi conservati. A tal proposito è stato possibile effettuare una piacevole visita alla Collegiata di San Candido grazie alla presenza di tre guide d’eccezione: Francesca Bormolini, Giulia Bormolini e Matteo Malfatti (classe V) hanno coinvolto i loro compagni attraverso una piacevole visita in questo splendido edificio; la Collegiata di San Candido è infatti il più importante monumento romanico, non solo della nostra Provincia, ma di tutto il Tirolo orientale. La prima menzione della chiesa risale al 769 quando il duca di Baviera Tassilone III fonda un monastero benedettino per l’evangelizzazione di questi territori, occupati da popolazioni slave. Nel 1140 il monastero viene trasformato in collegiata della quale sono state ritrovate alcune tracce durante uno scavo archeologico; infatti nel 1200 un incendio distrugge questa primitiva chiesa che viene dunque ricostruita e consacrata nel 1284. Il trecentesco campanile è alto 45 metri. La chiesa si presenta a tre navate suddivise da possenti pilastri e termina a est con un coro sopraelevato, sotto al quale si trova l’affascinante cripta. La campata centrale risulta più ampia rispetto a quelle laterali ed è sormontata da una cupola che si erge sulla crociera nella quale sono presenti affreschi del 1284 raffiguranti la creazione del mondo. Il portale sud è uno degli esempi più belli di scultura romanica in Provincia: risale alla metà del 1200 e raffigura Cristo Giudice con i simboli degli Evangelisti, mentre al di sopra un affresco del maestro Friedrich Pacher (ca. 1450), con i patroni Candido, Corbiniano con l’orso e l’imperatore Ottone I, completa la scena. Nell’abside si trova una bellissima crocifissione in legno dipinto risalente al 1200, capolavoro della scultura romanica altoatesina. Cristo è affiancato da San Giovanni e da Maria e poggia i piedi sulla testa di Adamo. Le sculture hanno mantenuto la policromia originale.

lor2Crocifisso ligneo del 1200

L’altare a portelle con tavole dipinte fu realizzato invece alla fine del XVII secolo. Dall’abside si accede alla cripta eliminata nel XIX secolo, ma ricostruita nel 1969 con gli elementi originali. Essa serviva come luogo di preghiera ma anche di sepoltura; all’interno si conserva una scultura lignea del XIII secolo che raffigura San Candido, quella di San Corbiniano andò invece distrutta. Nella cappella di Santa Dorotea (oggi cantoria) si trova una crocifissione (1450 ca.) di Leonardo da Bressanone, importante pittore altoatesino che affrescò il Chiostro del Duomo di Bressanone. Sul lato nord venne progettato un secondo campanile di cui si gettarono le fondamenta, ma che non venne mai completato e sul quale oggi sorge una cappella con altare barocco e pitture a secco. Sul muro esterno ci sono inoltre interessanti lapidi dei canonici della cattedrale che vanno dal 1462 al XIX secolo. Notevoli gli affreschi quattrocenteschi del cimitero riconducibili alla cerchia del maestro Leonardo di Bressanone.

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>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Affreschi del 1400 ca (cimitero).

Possiamo quindi ringraziare Francesca, Giulia e Matteo che grazie alla loro preparazione e alla voglia di mettersi in gioco, sono riusciti a coinvolgere i compagni in questa interessante visita, diventando per un pomeriggio “guide turistiche”. A tal proposito leggiamo di seguito il commento di Matteo:

“Onestamente credo che questa mia brevissima esperienza da guida turistica mi sia servita! Curare l’esposizione orale è certamente uno degli obiettivi della scuola e ciò lo facciamo grazie a interrogazioni, esposizioni o presentazioni PowerPoint. Ma mai mi ero messo così in gioco come in questa occasione considerato che non c’erano libri di testo o altre fonti, ma solo io ed il mio bagaglio culturale che ho messo a disposizione,  o almeno ci ho provato,  degli altri ragazzi”.

(c) Stefania Lorandi prof.ssa di Storia dell’arte

 

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