Intervista a Suor Augusta Keller

Suor Augusta Keller e’ la Responsabile dell’Istituto delle Marcelline di Bolzano da vari anni. Per il nostro blog viene intervistata da Belen De Bacco e Asia Pargalia, due studentesse del secondo anno del Liceo Linguistico. Prima di arrivare a Bolzano, e’ stata Preside del Liceo e del Comprensivo all’Istituto delle Marcelline di Lecce, dove la ricordano con grande nostalgia e affetto:

http://www.20centesimi.it/blog/2011/06/13/la-suora-di-faccetta-nera-otterra-il-trasferimento/

@ Anny Ballardini

.

DSC_0031

Asia Pargalia, Suor Augusta Keller and Belen De Bacco. Photo credit: Vivian Manzardo

.

  • Com’era la sua vita prima di diventare suora?

 Era la vita normale di una studentessa universitaria che frequentava con interesse la facoltà di storia e filosofia all’Università Cattolica di Milano.

  • A cosa pensa se si guarda indietro?

 Penso che rifare tutto quello che ho fatto con più intensità ed impegno.

  • Ha ricordi felici della sua infanzia?

 Molto, molto felici: un’infanzia vissuta in una famiglia unita e nel meraviglioso spazio verde della campagna lombarda.

  • Che lavoro svolgeva prima di diventare suora?

 Non lavoravo, ma studiavo.

  • Come ha capito che diventare suora era la sua strada?

 Mi sentivo attratta da una vita non solita, piuttosto lanciata verso imprese di aiuto alle persone.

  • Immagino che abbia conosciuto molte persone. Cosa pensa abbia imparato da loro?

 Ho imparato molto osservando le altre persone, ho imparato tanto anche dagli sbagli o difetti degli altri.

  • Alcune persone che ammira/che l’hanno ispirata?

 Figure di grandi missionari del Vangelo e personalità di spicco nel campo sociale ed intellettuale, che ho incontrato.

  • Cosa pensa dell’istruzione al giorno d’oggi?

 Oggi l’istruzione ha raggiunto livelli molto ampi e può servirsi di efficacissimi strumenti didattici, ma ha perso interesse ed efficacia sul piano decisivo della formazione delle personalità.

  • Che piani ha per il futuro?

 Vorrei occuparmi di ambienti che non hanno risorse né presenze per aiutare i ragazzi a crescere nei grandi valori cristiani.

  • Che messaggio vorrebbe dare agli alunni di questa scuola?

 Coerentemente con quanto ho detto prima: “Ragazzi date la massima importanza ed impegno a costruirvi una bella personalità!”

image @ Asia Pargalia, Belen De Bacco

Advertisements

Intervista alla Prof.ssa Antonella Biancofiore, dirigente del Liceo Linguistico, Istituto delle Marcelline, Bolzano

 

IMG_7372 copy

 

1- Che doveri ha nei confronti della scuola?

 – Innanzitutto ho il dovere di gestire la scuola nella maniera più efficiente possibile e raggiungere nei tempi previsti gli obbiettivi prefissi, cioè quelli che vengono tracciati all’interno della Sovrintendenza Scolastica per tutti gli istituti superiori. C’è poi sicuramente anche quello di dare una preparazione e le relative competenze ai ragazzi sia per il proseguimento degli studi a livello superiore e universitario, sia poi nel mercato del lavoro. Inoltre ho gli obblighi morali, etici e comportamentali.

2- Che doveri ha come direttrice di un liceo linguistico paritario-cattolico? 

  – Gli stessi che ho accennato prima, ai quali si aggiunge un rapporto molto più stretto con la congregazione delle suore Marcelline, però pur essendo una scuola paritaria ha gli stessi obblighi e gli stessi doveri di una scuola pubblica, quindi deve dare le stesse garanzie, con una formazione cattolica e anche un rapporto molto più stretto, molto più sinergico anche con le famiglie, che confidano nei valori di una scuola cattolica perché, al di là della libertà (che speriamo rimanga all’interno della costituzione italiana) delle famiglie di poter scegliere tra il sistema pubblico e il sistema paritario, c’è senz’altro il discorso legato a quelli che sono i valori che una scuola cattolica si impegna a trasmettere, che sono valori che devono crescere di pari passo con le competenze e le conoscenze che vengono trasferite quotidianamente attraverso le lezioni.

3- Come ci si sente ad essere preside? 

  – E’ una grande responsabilità innanzitutto, poi viene in parte condivisa con il capo istituto, nel nostro caso il responsabile della congregazione, con il responsabile legale, quindi con la sede centrale di Milano, in parte anche con i docenti che sono in classe con gli studenti quotidianamente. La responsabilità è enorme perché bisogna dare delle risposte alle famiglie che hanno investito di più rispetto alle famiglie che investono in una scuola pubblica.

4- Le piace il suo lavoro?

  – Si, altrimenti non starei qua.

5- Che scuola ha frequentato?

  – Liceo linguistico Marcelline.

6- Immaginava che sarebbe diventata preside?

  – No, quando studiavo sicuramente non mi vedevo preside, poi un po’ più avanti, al tempo dell’università, ma soprattutto al tempo delle prime esperienze di insegnamento, incominciavo a farci un pensierino. Nel momento in cui mi fu riconosciuto questo ruolo ho capito che potevo reggerlo.

7- Che lavoro faceva prima di diventare preside?

  – La docente di diritto ed economia.

8- Quante lingue ha studiato?

  – Tre: tedesco, inglese e francese

9- Dal suo punto di vista quanta importanza hanno le lingue nel futuro?

  – Tantissima. Tantissima perché al giorno d’oggi qualsiasi richiesta dal mercato del lavoro prevede almeno due lingue straniere, mentre ai miei tempi ne bastava una. Inoltre ricordiamoci che, sicuramente valgono sempre le lingue come inglese, francese e tedesco; ma oggi i datori di lavoro richiedono anche le lingue meno diffuse cioè quelle non strettamente ancorate al territorio europeo. Se l’inglese è la lingua passe-partout, cioè la lingua che ci permette di farsi capire dappertutto, non è la lingua più parlata al mondo: ad esempio c’è il cinese, lo spagnolo. Inoltre oggi ci affacciamo a lingue maggiormente richieste dal mercato del lavoro come russo, arabo e giapponese. Poi per ritornare al discorso dell’importanza delle lingue, noi viviamo in un territorio multilingue e di conseguenza l’Istituto Marcelline nello specifico, e io mi identifico con questa vocazione, ha sempre compreso l’importanza del multilinguismo.

10- Ha raggiunto tutti i suoi obiettivi lavorativi?

   – Tendenzialmente posso dire di si, o meglio ci provo. E’ ovvio che la scuola è in costante fermento e in continuo cambiamento per cui annualmente, gli obbiettivi prefissati con una classe l’anno precedente non possono essere gli stessi dell’ anno successivo perché si ha a che fare con ragazzi differenti, i ragazzi cambiano, le aspettative del mondo della scuola e le aspettative del mondo del lavoro cambiano quindi gli obbiettivi devono essere aggiornati. Personalmente cerco, con la collaborazione del consiglio di presidenza e di tutti i docenti di raggiungerli.

11- Può raccontarci una sua tipica giornata?

    – Innanzitutto sveglia alle 6.15, colazione perché è sicuramente il momento più bello per la mia famiglia dato che stiamo tutti assieme, dopodiché ognuno prende la propria direzione. Lavoro fino alle  16.30- 17 in varie occasioni anche fino alle 18-19, l’orario è variabile, l’attività quotidiana qui a scuola, che mi impegna molto sia con la presenza a scuola sia fuori, è quanto mai varia: quando sono assente sono per uffici o per corsi di formazione o incontri vari. Dopodiché prima di cena mi devo dedicare un po’ anche alla mia famiglia. Anche se succede sempre più raramente perché il tempo è tiranno, riesco a fare qualche cena o delle partecipazioni a qualche conferenza. Negli anni passati riuscivo, non so come, forse perché probabilmente ero più giovane, a fare anche politica e a mettere in campo la mia partecipazione e attività per la società bolzanina, ma adesso non ce la faccio più perché i tempi del lavoro sono diventati molto molto più pressanti.

12- Ha qualche particolare preoccupazione riguardo alla scuola?

   –  Si, le risorse. Le risorse finanziarie che sono sempre più scarse, quindi ovviamente ci portano a soppesare molto attentamente tutti i progetti che dobbiamo fare, perché il nostro obbiettivo è quello di mantenere alta la qualità, ma l’alta qualità si può mantenere soltanto con degli investimenti di una certa entità; stiamo cercando di fare un po’ i prestigiatori per mantenere l’attuale livello; se però, come pare a seguito delle ultime indicazioni della cosiddetta finanziaria Italia-scuola paritaria, i tagli saranno sempre più elevati, purtroppo le scuole paritarie in futuro avranno dei grossi problemi. Però intanto ci proviamo: per il momento ci stiamo riuscendo ancora.

13- Quali sono i progetti futuri per la scuola?

    – Ce ne sono tantissimi: il primo consiste nel portare tutte le lingue straniere allo stesso livello di competenza linguistica e quindi offrire ai ragazzi la possibilità di avere le relative certificazioni oltre, naturalmente a quella per il tedesco. Adesso stiamo lavorando con l’idea di potenziare o la lingua russo o quella francese a partire dal triennio e questo sicuramente è uno degli obbiettivi primari: dare maggiormente la possibilità ai ragazzi di avere un livello di competenza linguistica medio/alta per poter accedere alle varie università e al mercato del lavoro in maniera sempre più facilitata.

 Dopo di che gli altri obiettivi sono quelli di una crescita importante della scuola sia sul territorio, sia semplicemente come struttura. Questo dipende in parte da noi, ma anche dalla società che ci circonda. Facendo riferimento alla ristrutturazione, sicuramente un bel vestito fa parte del  quadro, ma non è la cosa fondamentale: personalmente preferisco avere una scuola forse meno bella esteticamente parlando, ma con dei docenti e con delle competenze serie e comprovate.

14- Ha qualche consiglio da dare agli studenti per raggiungere un buon livello qui a scuola?

  • Impegnarsi e affidarsi ai docenti, poi tutto il resto viene da se.

 

 

© Prof.ssa Antonella Biancofiore

© Alice De Rossi

© Asia Pargalia

Nota: Le domande sono state stese grazie all’aiuto dell’intera classe 2a, anno scolastico 2014-2015 nella mia ora – as a matter of fact in English, then translated by the students into Italian. Anny Ballardini

 

 

///